Tacchino ripieno

Era tanto tempo che avevo voglia di provare a fare il tacchino ripieno, tipico della tradizione Americana.

Per la precisione mi ha fatto venire voglia Tata Sara, la nostra tata, che mi ha aiutato a crescere la piccola Matilde fino ai 3 anni e mezzo. Lei ora non è più con noi, ma siamo sempre in contatto perché chi entra A Casa di Federica Egori, anche quando va via, fa parte della famiglia… noi siamo fatti così.

Vi ho già parlato di lei in altri articoli. Sara è molto brava a cucinare e anche nella tradizione Peruviana, facendo parte dell’America (anche se sud America) si usa fare il tacchino farcito.

Sara mi ha sempre parlato del suo tacchino farcito facendomi venire una voglia matta, ma come ben sapete il tacchino ha una mole non indifferente, quindi ho bisogno di un’occasione speciale dove saremo in tanti.

Mi chiama giusto appunto mia cognata!!! Invitandomi ad un pranzo pre natalizio, numero invitati 20!!!! Quale occasione migliore per proporle di portare il tacchino ripieno. Lei accetta entusiasta. Porterò da Manuela, mia cognata, il mio tacchino da 10 kg, che nel frattempo con tutta la farcia è diventato da 15 kg.

Ma ora veniamo a noi, per prepararlo ho avuto bisogno di una giornata di marinatura e poi il giorno dopo l’ho farcito e cotto in forno.

Ingredienti: 

  • 10 kg circa di tacchino

Marinatura:

  • 3 spicchi d’aglio
  • sale
  • pepe
  • cumino in polvere**
  • cumino in semi
  • salsa di soia
  • succo di 1 limone spremuto
  • 1 stecca di cannella profumata
  • 3/4 chiodi di garofano
  • ajinomoto (spezia derivata dalla canna da zucchero)**

Farcitura:

  • 2 cipolle
  • olio
  • 1 spicchio d’aglio
  • pepe
  • 1 kg di carne trita di vitello
  • 120 gr olive liguri
  • 130 gr d’uvetta ammalata nel vino bianco
  • 3 peperoni: giallo, rosso, verde
  • 3 hg di pancetta

Cottura:

180 °, forno statico, circa 4/5 ore, continuando a bagnare il tacchino con un pennello.

**Vi aiuto, se diventate matti, a trovare l’Ajinomoto, soprannominato da me (Gino va in moto) e il cumino in polvere. Sara mi ha mandato a prenderli in quei negozietti alimentari tipici dove trovi tutta quella merce che arriva da oltre oceano.


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