Il grande salto della nanna….

wp-1453888731523.jpegA Settembre Matilde, a 2 anni e 10 mesi, è andata alla scuola materna, oggi la chiamano così, ai miei tempi si chiamava asilo.

Una tappa importante. Lei emozionantissima e felice. Io anche. Ma l’idea che andasse già alla scuola materna mi sembrava un punto di non ritorno.

La piccola Matilde, quella bambina che nei suoi primi mesi di vita chiamavo “piccolo fiore di loto” si fa strada nella giungla della scuola (così la chiamava il mio fratello ai tempi del liceo).

Lei, abituata come una principessa, la mia principessa. Ma la mia principessa nasconde (neanche tanto), come la mamma, un animo di compagnia gioviale e si fa voler bene.

A scuola la adorano, dalla maestra Cinzia, alla cuoca della scuola  MariaRosa, alla quale fa una gran festa chiedendo sempre il bis…….a parte quando le è stato dato uno Yogurt e lei , con tutta la sua ingenuità, ha risposto: “Io voglio solo lo Yogurt EasiYo delle mucche della mia mamma”…… non voglio pensare cosa abbiano pensato a scuola….

Da Settembre a Gennaio, dopo pranzo, l’ho sempre riportata a casa a fare la nanna…..bo!?! Forse perché l’idea che stesse fuori mezza giornata mi faceva stare più tranquilla. Insomma le paranoie di noi mamme…….”a casa c’è una tata tutta sua ed il mio pensiero era che sarebbe stata meglio a casa a dormire!!!….lei dorme con il suo “checco” e il ciuccio, a scuola non lo vogliono…e bla bla bla…. insomma “le seppie mentali”.

In realtà non volevo forzarla, volevo che fosse una decisione sua, di sentirsi pronta e sicura di stare fino alle 16:00 nella “giungla” della scuola.

Non vi nego che un sacco di volte riportarla a casa alle 13:00 ha influenzato e non poco l’organizzazione familiare, il lavoro, ma volevo che la mia cucciola arrivasse a quel giorno convinta di stare a scuola.

A casa nostra ci si confronta molto sulle scelte per Matilde anche con Tata Sara, che ha visto la piccola Mati ancora nella pancia. Penso che avere un punto di vista obbiettivo interno/esterno alla famiglia sia alle volte utile. Io mi ritengo molto fortunata.

Dopo le vacanze di Natale la piccola Matilde, andando a prenderla a scuola alle 13:00 come al solito, mi ha guardato con quel musetto e mi ha detto: “Mamma io voglio rimanere a fare la nanna a scuola con i bimbi”. Ok il momento era arrivato, lei si sentiva sicura e io ero tranquilla.

Subito l’indomani abbiamo portato i lenzuololini per dormire con i bimbi e lei era molto contenta.

La prima cosa che mi ha raccontato quando sono andata a riprenderla è stata che la maestra dopo il pranzo ha detto: “I bambini che vanno a casa alle 13:00, appoggino il bavaglio e si siedano sulla panchetta!!!”.

Evidentemente non vedeva l’ora di NON essere più nei bambini che si sedevano sulla pancetta per andare a casa, finalmente anche lei si sentiva grande…


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